header image

6°itinerario: Alle origini dell’identità Nazionale

Reggio Emilia e Sale e Museo del Tricolore
Casa- Museo Cervi di Gattatico

Reggio Emilia
Città a misura d’uomo, da sempre in vetta alle classifiche dele città più prospere della nazione, Reggio Emilia è meno conosciuta , invece, per il suo notevole patrimonio artistico.
La catttedrale, di origine romanica, presenta sulla facciata pregevoli sculture rinascimentali del Sogari. Il vicino battistero consente di ripercorrere una vicenda architettonica che va dal più antico medievo al ‘400. Il Palazzo del Monte, il Palazzo del Capitano del popolo, la trecentesca Torre dei sessi (in vicolo Trivelli), insieme alla svettante torre del Bordello, rappresentano i primi monumenti di edilizia civile.
Su”piazza piccola”si affaccia la Chiesa di San Prospero, cinquecentesca, con affreschi di Camillo Procaccini e Bernardino Campi. A fianco si innalza incompiuta, la torre campanaria, eretta con la supervisione di Giulio Romano.
Stupendo monumento del primo seicento è la Basilica della Madonna della Ghiara che conserva, oltre ad una tela del Guercino, opere dei migliori artisti emiliani dell’epoca. Stupendo monumento del primo seicento è la basilica della Madonna della Ghiara che conserva, oltre a una tela del Guercino, opere dei migliori artisti emiliani dell’epoca. Il periodo barocco è testimoniato dalle chiese di San Giorgio, di San Girolamo,e dall’Oratorio del Cristo. Alla seconda metà del’700 risale il vasto salone annesso alla sede municipale dove il 7gennaio 1797, a testimonianza di una passione civile e politica che ha sempre caratterizzato la città, ebbe i natali la bandiera tricolore, vessillo dell’allora Repubblica Cispadana.
Il secolo seguente, che vede la città partecipe dell’atmosfera risorgimentale, trova il suo simbolo più appariscente nel bellissimo Teatro Municipale, oggi intitolato a Romolo Valli che, col vicino Teatro Ariosto, evidenzia una radicata civiltà teatrale.
Per chi volesse ripercorrere le vicende storiche della città, i Civici Musei costituiscono un punto di riferimento obbligato. Le sue sezioni spaziano dall’archeologia alla storia naturale (con le raccolte del grande scienziato Lazzaro Spallanzani) ed alla pittura (ospitata nell’annessa Galleria intitolata ad  Antonio Fontanesi). La Galleria Parmeggiani ospita importanti dipinti e raccolte di arti minori.

La sale ed il Museo del Tricolore
La bandiera nazionale italiana è nata a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797.
Quel giorno, i rappresentanti delle quattro città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, riuniti in congresso, proclamarono il tricolore bianco, rosso e e verde come vessillo della Repubblica Cispadana, il nuovo stato sorto sotto la protezione delle armi francesi, approvando la mozione di Giuseppe Compagnoni di rendere “universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori verde, bianco e rosso”.
Il Tricolore nasce come bandiera di uno stato sovrano, destinata a diventare presto simbolo dell’indipendenza e dell’unità nazionale.
Il vessillo Cispadano ha i colori disposti in tre strisce orizzontali: il rosso in alto, il bianco in mezzo, il verde in basso.
Al centro è raffigurato il turcasso o faretra con quattro frecce, a simboleggiare l’unione dei quattro popoli che hanno aderito alla Repubblica, mentre ai lati sono poste le iniziali di “Repubblica Cispadana”.
La storica seduta si svolse all’interno del Palazzo Comunale nella grande sala costruita tra il 1772 e il 1787 su progetto di Lodovico Bolognini per ospitarvi l’archivio generale del ducato. Il salone fu denominato in seguito Sala del Congresso e poi Sala del Tricolore ed ora è sede del consiglio Comunale e delle più importanti manifestazioni istituzionali della città.

Il Museo del Tricolore
Per documentare il contesto storico e politico in cui si colloca l’epopea napoleonica, con l’inizio del Risorgimento e la nascita della nostra bandiera, nei locali adiacenti alla storica Sala è stato allestito un Museo del Tricolore al quale ora, nell’ambito del progetto di ristrutturazione complessiva della sede municipale, è stata destinata come sede l’intera ala prospicente Piazza Casotti. Il 7 gennaio 2004 l’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi inaugurò la prima sezione del museo, dedicata al periodo napoleonico. Nella seconda sezione sono esposti i documenti originali ed i cimeli relativi alle vicende storiche del Risorgimento nazionale, fino almeno al 1897, l’anno delle grandi celebrazioni reggiane del primo Centenario del Tricolore che ebbero il loro culmine nel celebre discorso di Carducci.
La struttura espositiva del Museo si articola in due percorsi paralleli: la storia della bandiera nazionale, dalla sua origine alla fine dell’epoca napoleonica, e la storia delle vicende politiche di Reggio Emilia, dalla nascita nel 1796 della Repubblica Reggiana al 1814 con l’inizio della Restaurazione.

Casa- Museo Cervi di Gattatico
Il Museo Cervi di Gattatico si trova nella bassa pianura reggiana ed è ambientato nella casa della famiglia Cervi che vi abitò dal 1934. E’ un’ampia struttura colonica sita ai Capirossi, un podere che si estende per 53 biolche reggiane (pari a circa 16 ettari) al confine tra i comuni di Gattatico e Campegine.
Il Museo Cervi nasce come sviluppo della raccolta degli oggetti che la famiglia dei sette fratelli Cervi aveva conservato fin dagli anni della guerra e di quelli donati successivamente (materiali a stampa e manoscritti, riconoscimenti e decorazioni ufficiali, album, cimeli, opere d’arte). Insieme alla riqualificazione della struttura, è stato riallestito l’intero percorso di visita secondo un itinerario che partendo dalla straordinaria esperienza di vita, di lavoro, di lotta della famiglia Cervi dà testimonianza del complesso tessuto culturale, politico e sociale che caratterizza le campagne emiliane nella prima metà del XX secol: il lavoro nelle campagne, l’antifascismo e la Resistenza, la costruzione della memoria dei Cervi nel dopoguerra. A conclusione dell’esposizione storica è possibile visitare le stanze in cui viveva la famiglia Cervi.
Al percorso storico si intreccia il percorso narrativo, che utilizza sia le parole lasciate da tanti protagonisti, sia alcune testimonianze video.
Oltre agli oggetti ed ai documenti disponibili, legati alle attività lavorative della famiglia, Cervi (pochi relativi alla lotta antifascista e partigiana, numerosi per il periodo successivo alla Liberazione), nel percorso sono possibili approfondimenti grazie a leggii tematici, carte geografiche, elaborazioni grafiche, rassegne di fonti fotografiche, filmate e documentarie.

Leave a response -

Your response:

MATILDE DI CANOSSA spa Via Gualerzi, 34 – 42124 REGGIO EMILIA
RI di Reggio Emilia n. 01583260359 | P.IVA 01583260359