4°itinerario: Le vedette della Montagna
Castello di Sarzano di Casina
Pieve di Pianzo
Castello di Carpineti
Pieve di Toano
I castelli matildici guardavano verso la pianura, per proteggersi dagli attacchi che provenivano dal nord, ma la montagna era altrettanto infida, con le sue mille signorie e l’orgoglio degli abitanti, gelosi delle loro autonomie. Erano le estreme ridotte qualora fossero cadute le fortificazioni collinari di prima linea ed, insieme, il presidio sul territorio, l’Appennino, in quei tempi tutt’altro che marginale anche economicamente.
Oggi i resti di quei castelli, pur sbrecciando nel tempo, vivono ancora se si ha la fantasia di immaginare il garrire delle bandiere, i fuochi di segnalazione, il galoppo delle staffette: Sarzano, recentemente recuperato da un intelligente restauro e Carpineti, la “nuova Roma” come fu chiamato per aver ospitato a lungo la corte papale durante la lotta tra Matilde ed Enrico IV. Contraltare a tanto apparato guerresco, le pievi di Pianzo e Toano e l’abbazia di Marola ci proiettano in una dimensione diversa, che è quella, ugualmente importante nel medievo, della meditazione e della preghiera a Dio. E, intanto, la montagna fattasi più elevata si offre al viaggiatore con tutto il suo fascino, dalla Pietra di Bismantova al crinale incoronato di rocce e di boschi di faggio, tutelato da un parco che recentemente è stato classificato come nazionale.
